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Umbria jazz, un’altra occasione persa?

Leggendo alcuni interventi sui siti di informazione locale, ho notato che anche quest’anno la sera i negozi, soprattutto quelli sul corso, non solo hanno tenuto chiuso, ma nemmeno le vetrine accese.

Inoltre sembrerebbe che i prezzi per i turisti siano stati aumentati in modo indiscriminato.

A causa di un attacco di influenza non sono potuto girare la sera per farmi un quadro della situazione, quindi chiedo a chiunque abbia vissuto la rupe di sera durante la manifestazione di dire la sua.

Come è andata in realtà?


5 Risposte a “Umbria jazz, un’altra occasione persa?”


  1. 1 Giulia
    Gennaio 12, 2009 alle 1:49 pm

    In realtà tantissimi negozi erano chiusi e anche i bar, dopo la mezzanotte, serrati.
    Nonostante io sia una “turista abituale di Orvieto” ho notato che quest’anno Umbria Jazz è stata sotto tono. Sono rimasta sbalordita di una cosa: possibile che su un territorio come quello orvietano lo sponsor ufficiale sia stato il vino del Trentino????? Se diamo uno sguardo a You Tube su “Orvieto TV” si sente dire che i vini trentitni hanno fatto dimenticare molto facilmente il Doc di Orvieto (?!).
    A me sembra assurdo che i produttori di vino locali non abbiano fatto nulla per poter essere i veri testimonial dell’evento; se ciò fosse accaduto avrebbe avuto un ritorno di immagine non indifferente per la città sia dal punto di vista turistico che economico (anche per i commercianti).

    Secondo me bisognerebbe trovare una formula vincente per rilanciare la Orvieto. Ho letto su questo blog che i turisti preferiscono gli agriturismi . Bene, credo che se ci si coordinasse con tali strutture ricettive, pensando a delle formule “sconti” o “convenzioni”, e se si desse più risalto ai percorsi turistici sia in Orvieto che nel suo circondario i turisti rimarrebbero soddisfatti dell’ospitalità e, come si sa, il passa parola funziona molto più della pubblicità.
    Giulia

  2. 2 Giulia
    Gennaio 12, 2009 alle 2:14 pm

    Sono una “turista abituale” di Orvieto. Devo dire con mio grande stupore che quest’anno Umbria Jazz è stata sotto tono. In effetti lungo il corso di Orvieto durante le serate di festa molti negozi sono rimasti chiusi e al buio e soprattutto dopo la mezzanotte dell’ultimo dell’anno, con molti turisti che giravano per la città, quasi tutti i bar erano chiusi (ad eccezione della cioccolateria).
    Sono rimasta stupita dallo sponsor: VINI TRENTINO DOC E FORMAGGI TRENTINI. Ora mi chiedo se, nella patria del vino, Orvieto appunto, è mai possibile che non si è riusciti a coinvolgere i principali produttori di vini e cantine locali per sponsorizzare Umbria Jazz e per dar il giusto risalto al territorio?
    Come si può lamentare che le cose non funzionana se non c’è quel giusto “protezionismo” per ciò che offre la città e il suo comprensorio?
    Il turista che partecipa a questo evento, come me, sicuramente rimane spiazzato. Non c’è ritorno di immagine in nessun modo! I negozi avrebbero potuto lanciale i vini Orvietani, con offerte “Evento Umbria Jazz” o i salumi e formaggi locali (che di certo non mancano). Concludo dicendo che sia l’amministrazione che i negozianti hanno, purtroppo mancato un’altra occasione.

    Saluti Giulia

  3. 3 Anna Breni
    Gennaio 14, 2009 alle 2:37 pm

    Più che sotto tono, Orvieto a Capodanno è stato un mortorio rumoroso: a Piazza del Popolo un nemico di Umbria Jazz Winter ha organizzato un pubblico concerto (buona idea) con un “complesso di colpa” tanto il gruppo rockettaro era incapace e spacca-timpani (pessima scelta). Vergogna!!!! Altrove in città tutto chiuso e sbarrato con una bella eccezione per la gran musica che usciva dal Palazzo dei Sette. Mi sembra poco e di catttivo gusto…. Che succederà in futuro ?

  4. 4 Giulia
    Gennaio 20, 2009 alle 12:11 pm

    In futuro succederà che il “popolo jazz” abbandonerà Orvieto e, di conseguenza, umbria jazz rimarrà solo a Perugia.
    I funk off diciamo che hanno fatto il loro tempo (per dirla in maniera carina) la piazza era piena solo per metà; molti andavano via perchè assordati e sicuramente di jazz ce ne era ben poco.
    Credo che la miopia di alcuni orvietani vada corretta con un buon paio di occhiali.ù

  5. 5 simone
    Gennaio 31, 2009 alle 9:37 pm

    io sono simone tafani e sono amico dei grandi fank off e io sono il loro accompaganatore che in quest’ anno gli ho accompagnati per le vie di orvieto e il prossima edizione di umbria jazz ci sarò ancora io se ci saranno ovviamente i fank off e grazie alla loro amicizia e rispetto io ho suonato con loro in sala prove e mi sono molto divertito e io dico a questa gente che non capisce quanto la musica jazz è molto bella e bella da sentire e suonare e grazie a umbria jazz io ho conosciuto molti artisti grazie


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